NODO SIS.MI.C.A.®

INTELLIGENZA

È PREVENIRE

Da recenti stime risultano realizzate in Italia circa 29 milioni di abitazioni:

milioni
0

abitazioni da considerarsi “fragili”

milioni
0

realizzate prima del 1945 (da considerarsi in gran parte costituenti i nostri centri storici)

milioni
0

costruite dopo il 1991 (data di introduzione delle prime norme antisismiche)

COMPONENTI

DEL KIT NODO

CARATTERISTICHE

ALGORITMO

DI CALCOLO

Per ogni singolo elemento strutturale bisognoso di rinforzo vengono calcolati:

TARGET

L’INTERO PATRIMONIO EDILE IN CEMENTO ARMATO (DA ANNI ’50 A “NTC 2008”)

Edilizia Pubblica

Edifici sensibili, scuole, ospedali,
caserme, impianti sportivi ecc.

Edilizia Privata

Abitazioni, condomini, impianti di
produzione ecc.

Esempio

DEL KIT NODO (TEORIA)

Esempio

DEL KIT NODO (PRATICA)

VANTAGGI

I vantaggi dell’utilizzo del metodo SIS.MI.C.A.® sono molteplici e possono essere distinti fra le varie figure coinvolte nel processo edilizio.

ANALISI DEI PRO

PER I SOGGETTI COINVOLTI

I vantaggi dell’utilizzo del metodo SIS.MI.C.A.® sono molteplici e possono essere distinti fra le varie figure coinvolte nel processo edilizio.

PER LA COMMITTENZA

Rapidità di esecuzione dell’intervento.

Possibilità di avere una rifinitura a secco (cartongesso, etc.).

Costo medio/basso.

Intervento reversibile.

Benefici fiscali Sismabonus!

PER I PROGETTISTI ARCHITETTONICI

Minima invasività grazie a un limitato incremento degli spessori dei pilastri.

Pregio architettonico se lasciato a vista.

PER LA DIREZIONE LAVORI

Facilmente controllabile.

Installazione semplice.

Tecnica ingegnerizzata.

Manodopera senza necessità di apposita formazione.

Intervento certificato.

PER I PROGETTISTI STRUTTURALI

Metodo di calcolo tradizionale e validato dall’Università di Bergamo.

Stesso materiale di cui é composto il cemento armato (acciaio).

Incremento di resistenza (taglio, pressoflessione, confinamento).

Applicabile a pilastri, nodi e travi.

Incremento di duttilità.

Incremento della capacità deformativa globale.

Possibilità di minimizzare l’alterazione della distribuzione statica e sismica delle azioni sulla struttura grazie alla possibilità di realizzare l’intervento su spessori limitati.

INQUADRAMENTO NORMATIVO

Con l’entrata in vigore delle attuali norme tecniche per le costruzioni sono state introdotte importanti novità in merito ai nodi delle strutture in cemento armato

INQUADRAMENTO

NORMATIVO DEI NODI

Con l’entrata in vigore delle attuali norme tecniche per le costruzioni emanate attraverso il D.M. 17/01/2018 sono state introdotte importanti novità in merito ai nodi delle strutture in cemento armato al punto 7.4.4.2. Come noto ai tecnici del settore è stata introdotta la possibilità di progettare strutture in cemento armato ipotizzandone un comportamento non dissipativo, questo aspetto può pertanto essere applicato a tutti gli elementi costituenti la struttura evitando di applicare i criteri di progettazione in capacità. Il concetto appena espresso non vale per i nodi, i quali vanno concepiti in modo che la loro rottura avvenga comunque per ultima nella gerarchia degli elementi.

FASE DI VERIFICA

Altra importante novità introdotta riguarda l’obbligatorietà durante la fase di progettazione di verificare i nodi per tutte le strutture in cemento armato, quindi non più soltanto quelle progettate in CD A ma anche quelle progettate in CD B e quelle non dissipative (oltre naturalmente a tutte le costruzioni esistenti quando viene effettuata un’analisi di vulnerabilità). Attualmente è stata inoltre eliminata la quantità minima di armatura da disporre nei nodi, specificando che l’armatura da inserire è la maggiore fra quella dei pilatri superiore e inferiore. Nel caso in cui i nodi siano interamente confinati è lasciata la possibilità al progettista di raddoppiare il passo delle staffe rispetto a quello precedentemente individuato, con il limite massimo dei 15 cm.

LA ROTTURA DEI NODI DEVE ESSERE L'ULTIMA IN GERARCHIA

OBBLIGATORIETÀ DI VERIFICARE I NODI

ELIMINATA LA QUANTITÀ MINIMA DI ARMATURA

INSTALLAZIONE

Consulta le fasi di installazione del sistema.

FASI DI

APPLICAZIONE

1
MESSA A NUDO DELLE ARMATURE

 

Vengono messe a nudo le armature e si procede alla loro pulitura e passivazione. Da notare (in questo caso specifico di edificio costruito nella fine degli anni 70) la totale assenza di staffe nel nodo, il ridotto diametro delle staffe delle travi e i ganci a 90° delle staffe dei pilastri.

Notare l’assenza di staffatura nei nodi, l’esiguità del copri ferro ed i ganci di innesto dei filanti delle travi nel nodo.

Dopo la prima fase di localizzazione delle armature e dopo essersi accertati dell’effettiva mancanza di staffatura idonea, si procede alla posa in opera del Sistema secondo la procedura seguente.

2
FORATURA

Per l’alloggiamento dei tasselli di ancoraggio

Si esegue un foro della profondità prevista. Si provvede in un secondo momento alla pulizia e alla rimozione dei residui della foratura.

Nell’immagine a lato: Prima di procedere a forare il calcestruzzo, per prendere visione del posizionamento e angolo di inclinazione dei fori è stata utilizzata come dima la piastra SIS.MI.C.A.® ed il dispositivo di centraggio guida foro.

3
PRIMO RINZAFFO

Per l’allettamento della Piastra SIS.MI.C.A.®

Prima di stendere la malta strutturale R4, bagnare la superficie del calcestruzzo con acqua.

4
POSIZIONAMENTO MASCHERINA E INIZIEZIONE DELLA RESINA EPOSSIDICA PREVIA PULIZIA DEI FORI

L’inserto viene posizionato al di sopra dell’elemento strutturale da rinforzare e viene fissato in via provvisoria al ferro di armatura presente in corrispondenza dell’angolo. Questa operazione facilita la fase di foratura. L’elemento funziona come una guida per la posizione dei fori da praticare nel calcestruzzo.

5
ANCORAGGIO DEI TIRANTI

I tiranti di ancoraggio, anch’essi dimensionati e calcolati con il Software Logica3, vengono inseriti all’interno dei fori effettuati. Prima di inserire la resina epossidica C2 si deve avere cura di operare una adeguata pulizia dei fori.

6
RIPRISTINO COPRIFERRO

Terminate le operazioni di fissaggio dei tiranti si provvede a ripristinare il copriferro rimosso precedentemente. Il ripristino avviene utilizzando la malta strutturale R4 fornita con il Kit SIS.MI.C.A.® e avente caratteristiche studiate ad hoc per applicazioni specifiche.

Lo spessore minimo di malta strutturale disposto sopra alla piastra deve essere di 15 mm.

7
RISULTATI

Rispetto ad altri metodi di rinforzo, i nostri sistemi consentono di raggiungere risultati notevoli in modo molto meno invasivo, con tempi di intervento ridotti e senza interferire con l’uso quotidiano dell’edificio su cui si interviene, migliorando le caratteristiche degli elementi in cemento armato con la sola aggiunta di uno dei suoi due componenti: l’acciaio.
L’intervento non richiede inoltre manodopera specializzata!

Il ripristino del copriferro consente di rendere l’intervento di rinforzo invisibile a posteriori senza alcun impatto estetico sulla struttura.